Perchè scegliermi come fotografo del vostro matrimonio?

Preferisco siano le mie fotografie a parlare, sono un fotografo, cerco di raccontare le vostre emozioni con la macchina fotografica, dove nulla è artificiale.

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Cliccando su storie di matrimonio, potrete visionare servizi fotografici completi, la qualità e lo stile del fotografo possono essere valutati solo visionando una serie di “lavori reali”, cioè servizi completi.

L’evoluzione della fotografia di matrimonio è piuttosto recente, avendo vissuto nel corso degli anni una forte stagnazione (almeno in Italia). Ciò ha consolidato, nella percezione comune dell’immagine del fotografo di matrimonio, l’idea di un professionista di secondaria importanza che costringe gli sposi a delle pose stereotipate e innaturali. Il fotografo di matrimonio spesso non viene nemmeno identificato come un professionista, essendo associato a un amico o a un parente che si diletta con la macchina fotografica. Da alcuni anni però le cose sono cambiate. L’avvento del reportage, del cosiddetto foto giornalismo anche nel racconto del matrimonio, ha portato e sta portando una ventata di novità in questo interessante settore fotografico. Con ciò non voglio dire che chi preferisce una fotografia “non foto giornalistica” di tale evento sia “vecchio”. Ma che la fotografia classica, posata, è qualcosa di già visto e che il rischio di standardizzare gli scatti, è purtroppo tangibile.

Il fotoreportage dovrebbe quindi con le immagini raccontare l’evento. Le fotografie dovrebbero essere la narrazione di una storia. Ciò dovrebbe essere ovvio, ma non lo è: nel reportage non deve esserci costruzione, non si deve intervenire per modificare la scena o pilotare i protagonisti, non si deve fare della fiction. Il fotografo – e spesso sta proprio qui la sua bravura – dovrebbe muoversi intorno all’evento per descriverlo, per cogliere dei gesti, delle emozioni, per fissare degli attimi.

Certo, lavorare con questa visione dello scatto e considerare quindi il matrimonio come il reportage di un evento, è forse uno degli assignment più difficili con cui un professionista deve confrontarsi
— Edoardo Agresti